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Monitoraggio del Mar Mediterraneo OGS ha promosso a Trieste il meeting di 80 esperti internazionali

Tre giorni di confronto e approfondimento sui sistemi osservativi a livello costiero nel Mar Mediterraneo. Si avvia alla conclusione oggi il meeting organizzato dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e dalla rete operativa mediterranea per il sistema globale di osservazione degli oceani - MonGOOS  (Mediterranean Operational Network for the Global Ocean Observing System). Il 3 e 4 dicembre si è svolto infatti un workshop sui modelli previsionali e i sistemi osservativi costieri per il monitoraggio dei processi fisici e biogeochimici nel Mar Mediterraneo, mentre oggi 5 dicembre è in corso di svolgimento l’assemblea annuale dei partecipanti a MonGOOS. 
 
All’incontro, organizzato da MonGOOS e OGS, con il supporto di EuroGOOS, Instituto Mediterráneo de Estudios Avanzados (UIB-CSIC), Danubius e EmodNet, hanno partecipato circa 80 ricercatori provenienti da tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Da anni OGS partecipa attivamente al network MonGOOS e dal 2018, fino al 2021, ne coordina direttamente le attività attraverso la nomina a co-presidente di Vanessa Cardin, ricercatrice dell’Ente. 
 
La rete internazionale MonGOOS è stata istituita nel 2012 per sviluppare e coordinare l'oceanografia operativa nel Mar Mediterraneo.  MonGOOS ha oggi 46 partner da 14 Paesi europei e promuove lo scambio di competenze e lo sviluppo di progetti di ricerca congiunti, mettendo in comunicazione la reta di osservazione globale (GOOS), il bacino del Mar Nero e quella del Mediterraneo. 
 
Le attività dei sistemi osservativi sono volte alla raccolta di dati attinenti all’impatto ambientale e fornire i servizi considerati dalle Direttive sulla strategia e sostegno della politica marittima integrata (MSFD –Marine Strategy Framework Directive) dell’UE. OGS partecipa al network di MonGOOS con i dati del sistema di monitoraggio chimico-fisico profondo nell’area dell’Adriatico meridionale (Eastern Mediterranean Multi-disciplinary Moored Array, E2M3A) e in acque costiere (con il sito MAMBO1) nel Golfo di Trieste. 
 
“L'interfaccia principale tra l'uomo e il mare si realizza a livello costiero, dove prosperano le industrie marittime, del turismo e dello svago” precisa Vanessa Cardin, ricercatrice di OGS e coordinatrice del gruppo di oceanografia sperimentale. “L'oceanografia costiera studia i processi fisici e geochimici, dalla temperatura, all’inquinamento, all’innalzamento del livello del mare, per offrire un supporto per la pianificazione dell’uso e dell’accesso all'oceano costiero”.  
 
“È importante promuovere approcci integrati di studio in cui i sistemi osservativi, i modelli previsionali e le applicazioni finali siano coordinate efficacemente per apportare benefici concreti alla società” commenta Cosimo Solidoro, Direttore della Sezione di Oceanografia di OGS.