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28 settembre, Inaugurata oggi la nuova rompighiaccio N/R Laura Bassi

La N/R Laura Bassi, la nuova nave oceanografica da ricerca dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, a supporto di tutta la comunità scientifica nazionale è stata presentata ufficialmente oggi Trieste, alla presenza di Lorenzo Fioramonti Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in occasione di Trieste Next, il Festival della ricerca scientifica, giunto all’ottava edizione.

 

La nave

La N/R Laura Bassi è oggi l’unica nave italiana in grado di operare in mari polari, sia in Antartide sia in Artico. È una nave rompighiaccio, conforme alle nuove regole internazionali per l’accesso delle navi alle aree polari (il cosiddetto ‘PolarCode’), e pertanto riesce ad accedere a zone  coperte da ghiaccio marino, cosa che in passato non era mai stata possibile con navi italiane. Ha una stiva da 3000 m3 e quindi può svolgere anche un importante supporto logistico per la base italiana “Mario Zucchelli” nel Mare di Ross in Antartide.

È di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS da maggio 2019 ma sarà a supporto di tutta la comunità scientifica, grazie a un accordo tra i principali Enti nazionali che studiano le aree polari e ne gestiscono le infrastrutture.

Questa importante infrastruttura, fondamentale per la ricerca italiana, è frutto del finanziamento ricevuto dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca - MIUR (Art. 1, Comma 649 della legge 205/2017) cui si è aggiunto un contributo diretto di OGS.

La gestione operativa e scientifica sarà consentita da un accordo tra l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, il Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR e l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile - ENEA che riconoscendo il valore strategico, sia in termini di capacità logistiche/operative che di opportunità di ricerca per la comunità scientifica polare italiana, si impegnano a garantire un coordinamento economico-gestionale per ottenere il più efficace utilizzo delle risorse e delle competenze scientifiche e logistiche nell’ambito delle attività del Programma Nazionale per le Ricerche in Antartide - PNRA e del Programma di Ricerche in Artico - PRA.

La nuova nave è stata scelta in seguito a una lunga indagine di mercato che doveva conciliare la disponibilità economica con le necessità tecniche (conformità Polar Code, classe ghiaccio), scientifiche (avere spazi ampi per laboratori e garantire la possibilità di supportare ricerche multidisciplinari) e logistiche capacità di trasporto di approvvigionamenti).

L’acquisizione di una nave da ricerca era attesa da tempo dopo l’uscita di scena, per diversi motivi, di due navi precedentemente utilizzate dai ricercatori italiani: l’Italica - il cargo affittato dal PNRA - e l’OGS Explora, la storica infrastruttura di riferimento a livello internazionale per le ricerche geofisiche e oceanografiche in dotazione all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, che in seguito alle recenti e sempre più stringenti normative per la navigazione in acque artiche e antartiche non può più essere impiegata in ambito polare.

La N/R Laura Bassi permetterà alla comunità scientifica nazionale di confermare il suo livello di eccellenza in ambito europeo e non solo, e di essere di nuovo protagonista con la guida di campagne di ricerca internazionale di ampio respiro, posizionandosi al pari delle maggiori potenze scientifiche mondiali nel panorama della ricerca scientifica polare.

A ottobre la nave partirà per la sua prima campagna antartica con bandiera italiana. Vi parteciperà un gruppo scientifico composto da ricercatori di OGS, CNR, ENEA e di diverse Università, per un totale di circa 45 persone, coinvolte in più progetti. La campagna, che si svolgerà nel Mare di Ross, durerà circa 90 giorni.

 

Il nome

È stata intitolata in onore della scienziata italiana che nel 1700 divenne la prima donna al mondo ad ottenere una cattedra universitaria

 

La ricerca polare

La ricerca in aree polari è prioritaria per l’Italia, membro del Trattato Antartico e osservatore del Consiglio Artico. Il MIUR si avvale della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide - CSNA per l’indirizzo strategico e la valutazione delle ricerche da finanziare e realizzare in Antartide; a questa si affianca anche il Comitato Scientifico per l’Artico (CSA), recentemente istituito.

Gli studi sulle aree polari sono fondamentali per la conoscenza dei meccanismi che regolano l’ecosistema globale, temi trattati dall’International Panel for Climate Change (IPCC) 2007 dal programma Europeo Horizon 2020 e dal suo successore Horizon-Europe.

La ricerca polare oggi riceve, a livello mondiale, una sempre maggiore attenzione vista l’importanza dei poli nelle dinamiche climatiche globali e considerando che la crescente pressione antropica rende necessario conservare e proteggere tali regioni. Il generale aumento della temperatura atmosferica e marina e il conseguente progressivo scioglimento dei ghiacci polari hanno infatti una forte influenza sulla circolazione oceanica e sul conseguente funzionamento degli ecosistemi marini. Pertanto il futuro delle popolazioni costiere di tutto il Pianeta dipende anche dalla capacità del mondo della ricerca di capire e predire i meccanismi di risposta degli ambienti polari al cambiamento climatico in atto.